CACCIA AL SENTORE: Dolce seta….

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DOLCE SETA……………….

Sono tante ormai le piante che stanno scomparendo dal paesaggio agrario, e dalle tavole del nostro paese, chi di voi non si ricorda il profumo della cotognata che le nostre madre o nonne preparavano in autunno? tantissime cultivar di pere, ciliegie e albiccoche croccante ? Vanno verso l’oblio i sorbi questi frutti scompaiono sotto i colpi dell’industrializzazione delle coltivazioni e dei processi di trasformazione : più che la qualità intrinseca si ricerca la resistenza ad ammaccature, lungi viaggi e parassiti. Una delle specie decimate in Italia dalle regole della globalizzazione è il Gelso bianco ( Morus alba L.) pianta originaria dell’Asia centrale, introdotto con grande successo in Europa poiché le sue foglie sono il nutrimento del baco di seta ( la larva della farfalla, Bombyx mori) Purtroppo dopo l’invenzione delle fibre sintetiche, all’inizio del ‘900, l’interesse per questa pianta, come per la seta naturale ( gli indumenti di seta naturale non provocano allergie e mantiene la temperatura corporea naturale ) è andando scemando, con conseguente abbandono delle sue coltivazioni. La pianta riesce a superare anche i 10 metri e nel nostro paese cresce fino a circa 700 metri di altitudine. Ha foglie numerose e un bel colore verde lucido sulla pagnina superiore; i frutti sono dolce ma con un lieve acidità, caratteristica che non li fa apprezzare a tutti, si usava friggere i fiori con la pastella ricetta che ogni famiglie s’inventava. Vista la sua elevata resistenza a parassiti e intemperie non ha bisogno di moltissime cure : è ideale quindi per il giardino di chi vuole ombra frutti particolari e poco lavoro…..in più il decotto delle foglie hanno moltissime proprietà di cui ipoglicemico ma non solo.Se hai la fortuna di avere un giardino spazioso pianta un specie in via d’estinzione sarà la tua gioià e quella della natura poiché gli insetti ti saranno grati di avere un loro ecosistema.

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