Lettera aperta ad Obama – da : www.freegaza.org

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03 Giugno 2009

Caro Presidente Obama,

Domani Lei si recherà in Egitto per fare uno dei discorsi più importanti della Sua presidenza. A parole ha detto che vuole “azzerare” la storia delle relazioni USA con i Musulmani e generare un cambiamento fondamentale, e per il meglio. Ce lo auguriamo sinceramente. Ed ha anche affermato che “per essere un buon amico, bisogna essere onesti”. Appunto, siamo onesti.

L’attuale occupazione e colonizzazione della terra Palestinese da parte di Israele e il sostegno indiscusso degli Stati Uniti ad Israele, sia finanziario, militare che politico è alla base della percezione negativa e rabbia amara che molti Arabi e Musulmani hanno nei confronti degli Stati Uniti. Domani, speriamo di ascoltare l’ impegno da parte Sua, ad allineare la polica USA , in Medio Oriente, alle risoluzioni ONU e alle leggi internazionali.

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani dà a tutti il diritto di entrare ed uscire liberamente dalla propria nazione. Lei godrà di questo diritto quando arriverà in Egitto domani e tornerà negli Stati Uniti poi. Questo è un diritto che è negato, di routine, ai Palesinesi – specialmente a quelli intrappolati a Gaza.

Oltre 200 pazienti Palestinesi a Gaza, di cui molti ammalati gravemente, non possono essere sottoposti ad adeguate cure mediche perchè le autorità Israeliane negano regolarmente, ai pazienti Palestinesi, il diritto di recarsi all’estero per ricevere i trattamenti sanitari che non sono disponibili a Gaza; allo stesso modo, molte medicine e attrezzature mediche non possono entrare a Gaza perchè proibite da Israele.
Oltre 700 studenti Palestinesi di Gaza, molti con borse di studio, non possono frequentare le università all’estero perchè Israele nega loro regolarmente questo diritto.
Migliaia di Palestinesi all’estero non possono visitare le proprie famiglie perchè Israele non consentirebbe loro di rientrare nel proprio paese.

Quando arriverà in Egitto, raggiungerà il Suo alloggio in una macchina con pezzi di ricambio vietati ai Palestinesi, rifornita di benzina negata alla popolazione di Gaza. Userà luce elettrica che spesso non funziona a Gaza, perchè Israele blocca i rifornimenti necessari a far funzionare la centrale elettrica di Gaza. Forse berrà una tazza di thè o caffè durante la Sua visita – prodotti che Israele non fa entrare a Gaza.
La verità è che Israele fa entrare meno del 20% di tutti i prodotti di cui ha bisogno Gaza, non fa entrare materiale da ricostruzione o similari. Ne consegue che oltre il 95% delle industrie sono crollate generando disoccupazione di massa e povertà. Lo scopo del blocco Israeliano è quello di punire e far cedere un’intera popolazione. La punizione collettiva è severamente proibita dalle leggi internazionali, ciò nonostante continua a rimanere la politica principale di Israele nei confronti del popolo Palestinese.

Il 25 Giugno, il Free Gaza Movement si imbarcherà per l’ottavo viaggio nel’intento di interrompere il brutale assedio di Gaza da parte di Israele. Sebbene ci abbiano minacciato e la nostra barca sia stata speronata dalla marina israelina, noi non ci arrendiamo. Partiamo con lo spirito dei Cavalieri della Libertà, i quali, negli anni in cui Lei è nato, hanno rischiato la vita affinchè gli Afro-Americani potessero viaggiare liberaramente negli USA. Partiamo con lo spirito della cooperazione internazionale, che aiutò a fondare le Nazioni Unite, con lo spirito della resistenza civile internazionale, che ha prevalso sull’Apartheid.

Presidente Obama, ha basato la Sua carriera politica su quanto Lei stesso chiama “l’audacia della speranza” – la fede che tutti noi abbiamo, individualmente e collettivamente, di poter cambiare le cose in meglio. Ma la fede senza azione è morta. Anche noi crediamo nella speranza, ma, in base alla nostra esperienza, sappiamo che la sola speranza non cambia il mondo. Come Lei dice, sappiamo che il prezzo e la promessa del nostro comune senso di umanità richiede che ognuno di noi tratti il prossimo con dignità e rispetto, e che tutti noi ci sforziamo per essere sicuri che le nostre sorelle e i nostri fratelli nel mondo siano liberi di fare della propria vita ciò che vogliono, e che inseguano la loro giusta dose di felicità.

Signor Presidente, ha condotto la battaglia nel Senato USA per assicurarsi che gli aiuti arrivassero realmente alla gente, dopo che l’uragano Katrina aveva devastato New Orleans. Un disastro di origine umana sta devastando la popolazione di Gaza; a causa dell’attuale chiusura ermetica della Striscia di Gaza da parte di Israele, oltre l’80% della popolazione ha bisogno di assistenza per il cibo necessario alla sopravvivenza.

Noi ci auguriamo che il Suo discorso domani in Egitto sia di successo, ma dovrebbe, come minimo, utilizzare il Suo privilegio per chiedere ed assicurare il libero acesso a Gaza di tutti gli aiuti umanitari, materiale da ricostruzine e sviluppo. Le parole sono importanti, ma non sono suffienti.
Noi del Free Gaza Movement ci imbarcheremo per Gaza di nuovo e ancora, come resistenza vigorosa e disarmata, finchè il blocco israeliano sarà frantumato per sempre e il popolo Palestinese avrà libero accesso al resto del mondo.

Le chiediamo gentilmente di riconoscere che il fatto che noi dobbiamo persino chiedere (rischiando la vita) il permesso di fornire cibo agli affamati, medicine agli ammalati, e un riparo ai senza tetto, sia una vera oscenità. Non vediamo l’ora di ascoltare da Lei un impegno senza compromessi per far cessare immediatamente il criminale assedio di Gaza, come pure l’assicurazione che il rispetto dei diritti umani, della dignità e dell’uguaglianza del popolo Palestinese sarà un punto centrale della politica della Sua amministrazione, nei confronti del conflitto Arabo-Israeliano.

In fede,

Il Consiglio di Amministrazione del Free Gaza Movement
Huwaida Arraf,
JDGreta Berlin
Eliza Ernshire
Derek Graham
Fathi Jaouadi
Ramzi Kysia

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