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TENDENZE 2012, come sta cambiando il nostro stile di vita

 

Ho scelto una foto che secondo me racchiude il trend degli ultimi anni, nel 2012 si sta diffondendo rapidamente, il “verde”, che significa ecologia, rispetto per l’ambiente, esigenza dell’essere umano di ritornare se non proprio alle origini almeno di fare tanti passi indietro, stop allo sfruttamento delle risorse del pianeta ormai quasi totalmente esaurite, riciclo per non attingere a nuove fonti o crearne di nuove sintetiche e ineliminabili, uno stile di vita più sobrio imposto dal momento di congiuntura negativo per tutti.

Parlando di tendenza si pensa subito alla moda e in effetti anche la moda comincia a rielaborare e cambiare metodo e stile, i Brand che riciclano, che attingono a fonti lontane approfittando della globalizzazione, si moltiplicano ma la tendenza è di farlo sempre in modo equo e solidale. L’idea del commercio equo solidale nacque  già nel 1988 a Bolzano con l’aggregazione di botteghe socie di Altromercato (Consorzio Ctm Altromercato) a cui hanno fatto seguito altre associazioni o singoli Brand con una sezione dedicata.

Adesso la tendenza al riciclo e ad un ambiente sostenibile si è esteso all’alimentazione, all’arredamento, all’edilizia e al settore energetico. Il trend è la ricerca di fonti alternative sostenibili. Alimentazione, cresce il biologico per mangiare meglio assecondando i ritmi naturali della natura, utilizzo di concimi naturali e diserbanti naturali. La natura ha sempre provveduto e offerto tutto il necessario per coltivare la terra. L’uomo non ha bisogno di creare concimi e diserbanti sintetici ovviamente anche tossici. Arredamento, il Salone del Mobile conferma il ritorno alla semplicità, all’essenziale, ai materiali naturali come il legno o materiali diversi ma assolutamente riciclabili, grande attenzione anche al “chilometro zero” cioè la necessità di scegliere fonti vicine per azzerare le spese e il traffico su strada, soprattutto la scelta di trattamenti naturali e atossici, tendenza che si evolve e traspare anche nell’edilizia, la bioedilizia sta avendo un boom senza precedenti soprattutto per le nuove costruzioni o il riadattamento e la ristrutturazione del già esistente. Nel settore energetico il trend si estende al traffico cittadino con l’apparire di autobus e automobili “verdi” , a Bologna è già realtà un autobus “verde” elettrico e senza batteria, si chiama Van Hool A330 Hyb. Speriamo che diventi realtà su tutto il territorio.

Moda, quattro fra gli stilisti più amati dalle sfilate Primavera Estate 2012

Dalle sfilate

Primavera Estate 2012

Milano

 

Blugirl, D&G, Giorgio Armani, Roberto Cavalli, da sinistra a destra ecco quattro degli stilisti che possono darci una idea di cosa sarà trendy per questa PE.

Blugirl, leitmotiv come sempre il romanticismo, una linea giovane che si adatta anche ad una donna meno giovane differenziandosi nei bijoux e negli accessori per ammorbidire e rendere meno frivolo il look. La linea è caratterizzata da lunghezze midi o mini, scarpe dalle classiche decolletè  ai sandali con stampe di fiori, colori pastello da tenui come il cipria ai più accesi come il giallo limone. Materiali dal semplice cotone ai taffetà, dai tulle più preziosi agli chiffon di seta, paillettes e strass a volontà.

D&G, per l’ultima stagione della linea che verrà assorbita dalla Dolce & Gabbana, il classico foulard diventa abito, gonna o camicia. Più foulard con stampe anche a contrasto creano un mix etcnico davvero affascinante. Materiali dal cotone alla seta e persino denim. Scarpe in foulard, sandali caprese o zeppe altissime.

Giorgio Armani, una donna sempre classica e sempre molto chic in ogni momento della giornata, dal mattino alla sera modelli classici rivisitati, i classici tailleur si modificano grazie ad orli sbiechi e abiti impreziositi da grandi fiocchi e preziosi cristalli. Scarpe flat per la sera e tacchi di giorno esattamente l’opposto di ciò che normalmente viene fatto. Materiali preziosi dallo chiffon di seta allo shantung. Colori dal rosa pallido al madreperla, dall’azzurro al grigio.

Roberto Cavalli, pizzo nero e oro, un esplosione di oro, abiti e tailleur , gonne plissettate e capispalla barocchi e sontuosi, niente rigore e soprattutto trasparenze sensuali e strategiche. Lunghezze maxi o a ginocchio, colori  dal crema al nero dall’ arancio all’oro. Pelle, pitone e chiffon di seta genialmente abbinati a tulle e pizzi intriganti.

Lettera “toccante” che racconta un “Giorno della Salvezza” da un canile lager!

 

Non posso fare a meno di pubblicare il racconto di una delle tante azioni LAV, dei suoi collaboratori che in prima persona ogni giorno si occupano dei diritti degli animali.

Si tratta di una lettera scritta da Giacomo Bottinelli, Responsabile Adozioni LAV. La pubblico integralmente perché nessun periodo, nessuna parola può essere eliminata. Un condensato di amore, compassione (nel senso buddista della parola cioè patire insieme), rabbia, onestà morale, voglia di giustizia, altruismo puro!

Una lettera che ho letto e riletto per regalarmi un momento di speranza, ad ogni parola il mio cuore batteva e a tratti sentivo come se si fermasse. Un racconto emozionante, tristissimo ma al contempo pieno di speranza. Una serie di emozioni talmente forti da non riuscire a dimenticarle più. Ognuno di noi condivide il senso di ingiustizia, la pena per i maltrattamenti, patiamo insieme ai nostri piccoli amici ma leggere questa lettera va oltre. Trovo giusto e spero utile per la causa animalista pubblicarla e condividerla con più persone per “toccare il cuore” di tutti anche di coloro che in genere non sono interessati.

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Lettera da Giacomo Bottinelli, Responsabile Adozioni LAV

IL GIORNO DELLA SALVEZZA

La prima cosa che mi ha colpito è stato l’odore.

E dire che sono abituato ai canili. Entrando nel capannone mi ha raggiunto subito come uno schiaffo: parlava di morte, di sofferenza, di tragedia. Come in un sogno ho percorso quei metri attraverso ammassi di sacchi di cibo e gabbie, passando dal sole dell’esterno come attraverso una maligna porta magica. Ho visto conigli e pitoni, anche loro prigionieri di gabbie e teche. Infine ecco i cagnolini, tra le basse pareti di una serie di piccoli box, ignari di essere al centro di una storia di traffici e commerci.

Li ho osservati uno ad uno, camminando lentamente lungo il corridoio. Li ho ascoltati abbaiare e guaire verso di me. Trentasette piccole anime come in un purgatorio di cemento.

Indossavo la tuta bianca sterile e i guanti di lattice. Non tanto per proteggermi dai germi, ma più – l’ho capito dopo – per difendermi dalle emozioni che sapevo di dover affrontare. Portavo la pettorina della LAV, con il suo arancio caldo e la scritta “Diritti degli animali”: una corazza contro quella tempesta di turbamento e un modo per ricordare chi ero e cosa facevo in quel luogo. Uno per uno ho preso i cani e con il veterinario li ho esaminati e catalogati. Un gesto freddo che nascondeva ciò che sentivo.

Ho incontrato per ultimo il n° 37. Stava visibilmente male, il respiro affannoso e due grandi occhi lucidi che mi scrutavano.

Non ho potuto fare a meno di ricordare i racconti dell’olocausto. Qualcuno sorriderebbe sentendomi dire questo, ma quel qualcuno forse dovrebbe smettere di distinguere tra il dolore degli uomini e quello degli animali. Il n°37 non ha mai avuto un nome. Non abbiamo fatto in tempo a darglielo. E’ morto quella sera stessa, nonostante il ricovero urgente dal nostro veterinario di fiducia. I suoi grandi occhi lucidi non brilleranno più, come non brilleranno quelli del barboncino che non ce l’ha fatta proprio mentre stavamo per portarlo via; come non ce l’hanno fatta gli altri 14 che sono morti in quel capannone prima che arrivassimo.

Con la tristezza che rischiava di sopraffarmi ho caricato i superstiti sui furgoni insieme ai miei colleghi, al veterinario e agli uomini del Corpo Forestale. Poi alla guida per centinaia di chilometri verso un posto che potesse essere per quei piccoli un nuovo inizio. Adesso che i sopravvissuti sono in salvo, se chiudo gli occhi penso a quella grande stanza vuota nel capannone e spero che rimanga così per sempre.

Giacomo Bottinelli – Responsabile Adozioni LAV

 

Questi cuccioli ora hanno bisogno di te

Ora sono salvi, non ancora sani però. Almeno non tutti. Ecco perché li abbiamo affidati alle mani esperte di veterinari, nessuno si è mai preso cura di loro da quando sono nati. Alcuni sono ricoverati perché troppo debilitati. Uno di loro è stato operato.

Le spese affrontate e da affrontare sono tante. Per questo abbiamo bisogno di te, aiutaci ad aiutarli! Dona ora, i cuccioli non possono aspettare.

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Cosa puoi fare in concreto? Oltre ad adottarne uno o spingere qualche amico o conoscente a farlo puoi anche semplicemente condividere il problema sui social, per email, parlandone dal droghiere o al bar. Non hai idea di quanta gente sia all’oscuro, per ignoranza, disattenzione o semplicemente per disinterese. Sensibilizzare, parlarne, informare e condividere. Piccoli impegni per un grande risultato.

Puoi anche donare, un euro a testa per aiutare la LAV a salvare questi cuccioli e molti altri dall’illecito traffico o dalla cattiveria umana. Ricorda che salvare un animale è un aiuto concreto per salvare il mondo intero e regalare ai nostri figli un mondo migliore.

Visita la pagina Lav dedicata:

SOS cuccioli: aiutaci a prenderci cura di loro

Grazie per avermi letto!