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TIBET RACCOLTA FIRME: solidarietà ai prigionieri politici, ecco i moduli

Quattro moduli per raccogliere firme per una petizione che aiuti alla liberazione di quattro prigionieri politici.

La locandina in foto riguarda la manifestazione di aprile a Milano ma in questo post pubblico i 4 moduli da compilare con nome e cognome tuoi e di tutti i tuoi amici e conoscenti, da inviare poi all’Associazione Italia Tibet che provvederà ad inoltrarli. Hai tempo fino e tassativamente entro fine giugno. Puoi inviare tramite email al sito oppure all’indirizzo:

Associazione Italia-Tibet
Via Pinturicchio 25
20133 Milano
Petizione per la liberazione di :
– XI Panchen Lama: nato il 25 aprile 1989 e rapito nel 1995, all’età di 6 anni, dopo il suo riconoscimento da parte del Dalai Lama come reincarnazione del X Panchen Lama, fu all’epoca definito da Amnesty International “il più giovane prigioniero politico del mondo”. Non si hanno più sue notizie. Il 25 aprile compirà 23 anni.
– Tenzin Delek Rinpoche: condannato all’ergastolo il 7 aprile 2002 con l’accusa di aver compiuto attività separatiste, ha sempre protestato la sua innocenza. E’ in carcere da 10 anni.
– Dhondup Wanchen: regista tibetano arrestato nel 2008 per aver girato un filmato in cui intervista i suoi connazionali sulla situazione del Tibet occupato. E’ in carcere da 6 anni.
– Jigme Guri: assistente del regista Dhondup Wanchen, arrestato e torturato nel 2008, è stato nuovamente arrestato nel gennaio 2011 per aver denunciato in un video le torture che gli erano state inflitte. E’ accusato di attività separatiste.
Puoi scaricare i moduli, inizia con i tuoi dati (nome, cognome e indirizzo) e la tua firma, fai girare magari sui socialnetwork e dai un contributo importante per il rispetto dei diritti civili e fondamentali di quattro anime colpevoli solo di essere tibetani, di rifiutare l’occupazione militare cinese, di chiedere per il popolo tibetano il diritto all’autodeterminazione e il rispetto dei fondamentali diritti civili, di chiedere e divulgare la verità.
Tenuto conto che una delle ultime notizie di circa metà maggio di quest’anno è che è reiniziata la campagna (una delle tante) di rieducazione patriottica in tibet da parte delle autorità cinesi.
Cito testualmente queste due righe dal comunicato ufficiale che riassumono i metodi:
“Gruppi di lavoro stazionano permanentemente nei monasteri, i normali corsi di religione sono aboliti e sostituiti con sessioni di educazione legale condotte dai gruppi di lavoro governativi”
Per tua curiosità o se vuoi conoscere meglio il Dalai Lama, la sua storia e quella del Tibet puoi anche visitare il mio blog www.leggerelibri.altervista.org alla categoria DALAI LAMA – TIBET

Inesattezze in televisione sul Tibet, invasione liquidata in pochi minuti come pacifica

« Prima di addormentarmi, penso sempre per qualche minuto. Penso alla gente in Tibet. A quello che sta soffrendo, al suo dolore. E mentalmente recito una preghiera di ringraziamento per essere libero. Un rifugiato, ma libero. Che può parlare per il suo popolo e cercare di alleviarne le sofferenze. »

 

Il 6 Luglio il compleanno di Kundun è passato sotto silenzio, tutti hanno paura di irritare i cinesi, Barak Obam con il debito pubblico in mano ai cinesi prudentemente aveva per la prima volta rifiutato di ricevere il Dalai Lama, e quando lo ha fatto, lo ha fatto uscire dalla porta di servizio. Una vergogna!

Ieri finalmente qualcuno ha parlato di Tibet in televisione e ieri sera hanno rispolverato il film “7 anni in tibet”.

Pochi minuti in TV con un mare di inesattezze:

Il Tibet non è stato pacificamente riannesso,

il Tibet non è regione cinese o meglio lo è con la forza e la violenza,

è stato violentemente OCCUPATO,

il Tibet non si sta modernizzando grazie ai cinesi, sono i cinesi che ne hanno fatto una loro discarica nucleare e costruiscono autostrade perché a loro fa comodo,

i tibetani non sono alla ricerca di una identità, stanno cercando di mantenere la loro identità nonostante le violenze cinesi e nonostante il genocidio fisico e culturale che sono costretti a sopportare da ben 61 anni,

in cina ancora esistono e sono attivissimi i LAOGAI campi di concentramento disumani dove i tibetani e tutti i dissidenti politici languono, muiono, subiscono torture fisiche e lavaggi del cervello.

Il film racconta parzialmente ciò che è avvenuto e ancora avviene in Tibet.

Il Post.it scriveva il 6 Luglio:

“Centinaia di poliziotti schierati a Kathmandu, arresti e qualche tafferuglio: il governo teme che le celebrazioni facciano arrabbiare la Cina”

ma guarda un po’, i tibetani possono festeggiare in silenzio e a casa propria ma niente in pubblico vedi mai che i cinesi si arrabbiano!

Vedi articolo Il Nepal proibisce i festeggiamenti del compleanno del Dalai Lama

Tutti hanno paura di irritare i cinesi, l’economia mondiale è nelle loro mani, ma si vive solo di economia?

Se vuoi sapere la verità sul Tibet e sulla questione tibetana leggi questa categoria con il mio piccolissimo contributo,

leggi la tematica su Associazione Italia Tibet.

se vuoi sapere qualcosa di più non solo sul Tibet ma anche sulla religione, sulla vita di Kundun oppure su qualche libro del Dalai Lama per conoscerlo meglio puoi anche trovare piccoli contributi personali nel mio blog dedicato alla lettura  TIBET-DALAI LAMA su LEGGERE LIBRI

 

TIBET LIBERO

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SIMBOLOGIA DELLA BANDIERA TIBETANA

SIMBOLOGIA DELLA BANDIERA TIBETANA

Voglio provare a fare capire e conoscere meglio la nazione che Kundun rappresenta : il Tibet.

Cominciamo dalla bandiera nazionale con un grande significato. Ogni angolo, ogni simbolo, ogni colore ha un significato importante :

1. La gloriosa e bellissima montagna bianca, situata al centro, simboleggia la grande nazione tibetana, famosa per le montagne innevate che la circondano.

2. I sei raggi di luce rossa diretti verso il cielo simboleggiano le sei tribù del Tibet: Se, Mu, Dong, Tong, Dru e Ra.

3. L’alternanza del colore rosso e del colore azzurro del cielo simboleggia la continua ricerca della retta condotta morale necessaria per mantenere e proteggere la legge spirituale e la legge temporale sancita dalle due divinità tutelari, una rossa e una nera, che hanno protetto il Tibet nel corso dei tempi.

4. I raggi emanati dal sole nascente sopra il picco della montagna innevata, simboleggiano l’eguale godimento, da parte di tutti i cittadini tibetani, della luce della libertà, della felicità spirituale e materiale e della prosperità.

5. La posizione della coppia di intrepidi leoni di montagna, il cui coraggio è suggerito dalle cinque sporgenze sulla sommità della loro testa, simboleggia il totale successo contro tutte le avversità delle azioni intraprese dal governo spirituale e secolare della nazione.

6. I tre gioielli colorati sopra ai leoni, bellissimi e radiosi di luce, simboleggiano la continua venerazione da parte del popolo Tibetano delle Tre Preziose Gemme, oggetti del rifugio.

7. Il mulinello della gioia, sorretto dai leoni, simboleggia l’osservanza della dirittura morale secondo le somme tradizioni rappresentate dai dieci precetti divini di virtù e dalle sedici regole etiche della vita laica.

8. Il bordo giallo simboleggia il fiorire e lo sviluppo degli insegnamenti del Buddha, paragonabili all’oro purissimo, attraverso spazio e tempo senza limiti.